Dalla spiaggia alla passerella hot. Per loro non c’è tregua

di Cristiana Barandoni

Non hanno pace. No, proprio no. Questo è in ordine di tempo solo l’ultimo oltraggio al quale è stato sottoposto il gruppo scultoreo più famoso e discusso d’Italia. Si, ancora loro. I Bronzi di Riace.

La-Paolina-in-vetrina-2012

Tutto cominciò con Paolina vestita di rosso (eh..si perché allo strazio non c’è mai fine): il fotografo Gerald Bruneau, allievo di Andy Warhol, qualche tempo fa immortalò Paolina Borghese agghindata a festacon metri e metri di tulle rosso. Sul perché del gesto le ragioni restano oscure (quelle vere intendo, non le motivazioni artisticheggianti proposte dallo stesso). Visto l’enorme successo dell’iniziativa, l’allievo, pervaso da inarrestabile tormento creativo e bramosia di avvicinarsi al suo mentore, decide di osare di più e con l’inganno (nessuno deve essere condannato prima del tribunale di canale 5) circuisce l’ignara soprintendente regionale che ammaliata da cotanta bellezza mostratale (la Povera Paoletta) accetta di far posare il contraltare maschile ed offre in pasto all’arte contemporanea (???) le sculture in suo possesso: eh si cari perché di questo si tratta…possesso!. Ciò che segue ha dell’inceredibile (e del vergognoso) e, se non fosse che siamo in Italia, ci sarebbe da non credere ai nostri occhi: i Bronzi si trasformano in prostitute da passeggio e vengono dati in pasto ai cani.

Le foto in men che non si dica escono allo scoperto (strano..il fotografo aveva giurato sulla povera anima di Andy che non lo avrebbe mai fatto!) e fanno il giro del web scandalizzando tutti, nessuno escluso; la soprintendente si trova così in una situazione che ha dell’inverosimile e corre ai ripari con motivazioni che si commentano da sole.

Una breve carrellata:

1) “Mi mostrò la foto di Paolina Borghese avvolta in un drappo rosso e la trovai bellissima”. E quindi? Cos’è? Proprietà privata il nostro patrimonio adesso? Se ne deve disporre de gustibus?

2) Datosi cotanta meraviglia, continua…”Mi propose di fare uno scatto ad una statua (non una qualunque intendiamoci!) con alle spalle un tulle bianco. Avendo visto la foto di Paolina e conoscendolo come un ottimo fotografo, gli dissi di sì”. Come? Come?Come? E lei vedendo questa foto ha accettato? Tulle alle spalle?? Conoscendolo come ottimo fotografo? Perché dice di essere stato allievo di Warhol?

xx1

3)“La vicenda risale ai primi dello scorso mese di febbraio, quando la Regione ha organizzato una kermesse di fotografi internazionali per promuovere i Bronzi all’estero”: ah ecco! E questo farebbe parte del programma di valorizzazione del Nostro Patrimonio all’estero? Che cosa DEVONO pensare di noi adesso, che ne so, in Germania o i n Francia, mete statistiche sempre consultate per rivalerci di quanto siamo bravi (o incapaci)….Magari che ce lo meritiamo?

4) La prova provata: “Infatti mi fece vedere uno scatto con la statua A con dietro il tulle bianco ed era molto bella”. Non aggiungo altro, guardate con i vostri occhi

xx

5) “Quando i custodi se ne sono accorti sono intervenuti e lo hanno bloccato, ma evidentemente era già riuscito a fare alcuni scatti”. Nella foto la prova dell’affanno dei custodi sordi ciechi e muti che però intervengono in massa per evitare la catastrofe. Prima però fanno una telefonata a mammà per non perdere l’abitudine….

download gerard-bruneau-6

6)“Tra l’altro è curioso che vengano fuori proprio nei giorni in cui c’è la solita polemica sull’eventuale trasferimento dei Bronzi in altri musei (e/o all’Expo). Sembra quasi una cosa orchestrata”. Quando non si sa cosa dire, si fanno profezie di complotti mondiali con regie (e non orchestre) occulte

complotto

7)“Spostare i Bronzi di Riace li espone a rischi di danneggiamenti e di perdita. E’ un dato di fatto”. Nessun problema su questo. Prima il fotografo si è premunito di fare il collaudo sulla statica della scultura

Gerald Bruneau

8) Siccome dobbiamo far capire che abbiamo tutto sotto controllo e che questa è stata solo una svista…il comunicato si conclude così: “Se non ci saranno intoppi, ai primi di settembre inizieranno i lavori per il completamento del Museo archeologico di Reggio, che dovrebbero concludersi in sei mesi”. OH! Finalmente una buona notizia: dopo 30 anni e più di lavori e il nuovo super fanta allestimento, i Bronzi avranno quello che si meritano e saranno coloro che porteranno in alto il senso del rispetto per il nostro patrimonio, palesando a tutto il mondo le cure e le attenzioni che solo noi sappiamo riservargli. Questa la foto ufficiale della loro valorizzazione.

BRONZI RIACE: GERALD BRUNEAU LI FOTOGRAFA IN TANGA E VELO

E tutto questo grazie a lui, all’allievo di Andy, il nostro Gerry THE MAGIC  Bruneau

 

bronzo3-850x468

 

Amen

Far rivivere il passato (e bene) si può. L’esperienza di Massimo Brando

20140723_205657 20140723_205638 20140723_205549 20140723_205110 20140723_205024 20140723_202850

 

di Cristiana Barandoni

Massimo Brando è un archeologo professionista la cui carriera è cominciata più di una ventina di anni fa. Attento, puntuale e rigoroso Massimo ha intrapreso recentemente (in parallelo e complementare alla sua carriera professionale) la difficile strada della comunicazione archeologica. Da una intervista fatta qualche tempo fa per Antikita alla domanda: “Gli archeologi italiani sanno divulgare?” risponde: “Quasi mai. Sono viziati da un malinteso umanesimo “elitario” che fa credere che una cosa “divulgata” perda in suo spessore. Senza contare la diffusa e incomprensibile reticenza che c’è spesso nella condivisione dei dati”. 

Proprio per tentare di sopperire a questa mancanza, assieme all’archeologa Valentina Pica che è anche Guida Turistica autorizzata per la Provincia di Roma (e che tra l’altro è sua compagna di vita oltre che professionale), dà vita ad un progetto ambizioso ma che da subito diventa uno strumento indispensabile di conoscenza e di divulgazione della storia, dell’arte e dell’archeologia. Il progetto, dal nome evocativo, ARCHEOGUIDE,  ha lo scopo di far conoscere il patrimonio culturale italiano, nello specifico romano, attraverso una capillare e puntuale programmazione di visite guidate e attività educative strutturate su diversi livelli di conoscenza e approfondimento, rivolte a diversi pubblici, offrendo così una chiave di lettura dinamica ma scientifica sfruttando i mezzi di comunicazione adatti alla divulgazione.

Incuriosita, ho deciso di partecipare ad una di queste esperienze: IL “QUARTIERE” COPPEDÈ. ARCHITETTURA A ROMA FRA LIBERTY, FANTASTICO E “PASTICHE” ECLETTICO.

Il quartiere Coppedè realizzato tra il 1913 e il 1926 dall’architetto Gino Coppedè, da cui prende il nome, è un originalissimo mix di arte Liberty, Art Decò e influenze eclettiche di arte greca, gotica, barocca e medievale. La visita è iniziata proprio dal corpo di fabbrica principale all’inizio di via Doria (che per l’architetto Coppedè doveva invece chiamarsi via Traversa) e si è sviluppata attorno al complesso di edifici di rara bellezza e raffinatezza. Abbiamo assaporato dalle parole di Massimo Brando un percorso quasi fantastico che ci ha fatto tornare indietro nel tempo fino ad immergerci nei primi anni del ‘900 quando, la guerra ancora lontana, il liberty faceva credere in un mondo migliore. Decorazioni floreali, bucrani, sculture che sembrano distaccarsi dai muri per accogliere il visitatore, simbologie più o meno occulte ed esoteriche, centinaia di richiami all’archeologia e all’arte del passato, tutto questo li davanti a noi in attesa solo di essere letto e interpretato. Un insieme incredibile di linguaggi architettonici che ammaliano, assorbono lo spettatore trasportandolo in un surreale mondo parallelo, fino ad immergerlo in un’atmosfera quasi teatrale: la Fontana delle Rane, il Villino delle Fate, la Palazzina del Ragno…

Massimo ha dato le chiavi di lettura e  ha condotto i partecipanti in un percorso suggestivo e, personalmente, inaspettato. La sua non è stata una visita guidata, è stata un’esperienza che ha lasciato il segno non solo a me (ben comprensibile: non abito a Roma e necessariamente ne sono ammaliata e affascinata) ma soprattutto alle persone che erano presenti e che vi abitano. Ecco. Questo mi ha fatto molto riflettere e mi ha spinta a scrivere: quanta “bellezza” abbiamo attorno a noi che non conosciamo? Quanti monumenti aspettano solo di essere ascoltati e letti…. Quanti “beni” necessiterebbero di altrettanti Massimo Brando che se ne prendessero cura…

 

Mi auguro che il progetto Archeoguide non tema né le difficoltà di una città complessa come Roma né la burocrazia tipica italiana che preferisce musei chiusi e polverosi ad iniziative di notevole interesse culturale come questa, nate dall’amore e dalla volontà di chi crede seriamente nella valorizzazione del nostro patrimonio.

http://archeoguide.wordpress.com/

ARCHAEOLOGIA 2014

ARCHAEOLOGIA 2014

La rassegna archeologica  “ARCHAEOLOGIA”, a cura di Cristiana Barandoni, giunge alla sua VI edizione, quest’anno interamente dedicata alla magia e all’ignoto. La manifestazione inserita all’interno del progetto promosso dalla Regione Toscana, Le Notti dell’Archeologia, offre quest’anno una serie di 4 appuntamenti che avvicineranno il pubblico a alcuni temi legati alle pratiche rituali magiche e sciamaniche, dalla preistoria al periodo tardo antico, dalle pitture paleolitiche alla Sacra Sindone passando anche attraverso il nostro territorio e la Lunigiana.  Al di la dello spazio e del tempo, i misteri dell’archeologia continuano ad affascinare, in special modo rituali per noi ancora inspiegabili così come le pratiche magiche per uno speciale dialogo con il divino. Storie di uomini e delle loro paure

 

PROGRAMMA

10 LUGLIO – Centro Internazionale Arti Plastiche di Carrara

Edoardo Ratti – Il ruolo dello sciamano nei clan preistorici

 

17 LUGLIO  – Centro Internazionale Arti Plastiche di Carrara

Simone Gianolio, L’archeologia e la Sindone

Emanuela Marinelli – Il mistero del Mandylion di Edessa

 

22 LUGLIO  – Chiostro Chiesa di San Pietro ad Avenza

Riccardo Boggi –  Le donne dei segni: guarire i mali con i gesti e le oscure parole della magia, le certezze della fede

 

24 LUGLIO – Museo del Marmo di Carrara

Anna Rozzi – Il sigillo-amuleto nell’antichità

 

Tutte le conferenze si terranno alle ore 21.15

 

 

ARCHEOLOGIA A PORTATA DI BAMBINO

Nelle serate del 10-17 e 24 c/o i rispettivi musei saranno allestiti dei laboratori didattici per bambini legati alle tematiche delle conferenze.

10/07   La pittura. Questo laboratorio propone di sperimentare l’uso dei colori e delle tecniche impiegate nella  preistoria per la realizzazione delle pitture rupestri; seguirà manipolazione dell’argilla per la  realizzazione di figure animali, figure umane e simboli

17/07    Codici miniati. I bambini si cimenteranno nella realizzazione pratica di un piccolo codice, dalla scrittura, alla miniatura alla legatura finale.

24/07    Gli amuleti colpiscono per la loro varietà e molteplicità di significati: questo e molto altro cercheremo di spiegare ai bambini durante il laboratorio di manipolazione grazie al quale potranno rendersi conto dell’importanza che questi oggetti rituali loro personale amuleto

 

Tutti i laboratori sono adatti ai bambini dai 5 ai 10 anni.

PER POTER ORGANIZZARE AL MEGLIO MATERIALI E SPAZI PER I BAMBINI E’ NECESSARIA  LA PRENOTAZIONE ENTRO LE ORE 13 DEL GIORNO STESSO DI CIASCUNA CONFERENZA:

via mail a: centrostudiarcheo.av@gmail.com

oppure telefonando a: 349.7500656 – 333.6474748

A cura del Gruppo Archeologico ApuoVersiliese

Diapositiva1 Diapositiva2

Sbatti il Bronzo sulla spiaggia

di Cristiana Barandoni

 

D’estate si sa…si ravvivano gli animi, è tempo della tintarella e del physique du role e delle iniziative per attirare turisti in località che hanno perso col tempo il lustro del loro vanaglorioso passato.

Ecco che per rendere più frizzante la movida versiliese un sindaco locale decida (dopo mesi e mesi di riflessioni) di allestire un “museo all’aperto” trasportando da una parte all’altra della nostra penisola uno dei simboli più conosciuti e ahimè più sfruttati della nostra cultura e del nostro patrimonio: i Bronzi di Riace. Si avete capito bene, da Reggio Calabria in  villeggiatura a Lido di Camaiore per, a dire dell’intraprendente e prolifico di idee e suggestioni sindaco, trasformare la ridente cittadina in un “museo a cielo aperto”. Le sculture, riprodotte a grandezza naturale e posizionate all’ingresso del pontile di Lido,  faranno le veci di due camerieri/maggiordomi/uscieri e daranno il benvenuto a cittadini e turisti che “sfileranno” a migliaia per andarli a vedere e via con le foto…del resto: “ragazze mie, vi sfido a trovare un compagno di selfie più in forma di loro”

Mi chiedo dunque cui prodest  e cerco affannata in rete anche un piccolo segno di chiarimento, una  dichiarazione ed eccolo agghiacciante mi appare di fronte agli occhi un titolo: Piccola Atene Pietrasantina. Oddio e cos’è? Non ci credo e leggo d’un fiato:

“Pietrasanta, con la sua frazione rivierasca, Marina di Pietrasanta, si presenta agli occhi del visitatore come uno scrigno pieno di tesori di qualunque foggia. Potrai apprezzarne la storia, la cultura e le tradizioni, potrai visitare il centro cittadino, l’entroterra oppure la sua Marina costituita da Fiumetto, Tonfano, Focette e Motrone. Potrai visitare i suoi numerosi monumenti oppure scoprire presso i numerosi laboratori artistici come tali opere vengono realizzate. Da non sottovalutare le ampie spiagge con i suoi stabilimenti balneari riccamente attrezzati, l’ampia offerta recettiva in strutture alberghiere all’avanguardia, la cucina tradizionale a base di pesce o di carne offerta nei numerosi ristoranti o trattorie ed i numerosi locali da ballo che hanno fatto grande la Versilia negli “Anni Ruggenti“. Da non dimenticare (…..) i musei presenti sul territorio”.

Ancora però di Atene non c’è traccia…torno al progetto dei Bronzi e leggo: “È un modo per pubblicizzare l’attività degli scultori, in particolare i giovani emergenti, accompagnando la valorizzazione dei centri storici e dei centri commerciali naturali esistenti nel nostro Comune”.

Scultori, giovani, centri commerciali naturali…tuttora il nesso non mi è chiaro. Poi mi sorge così un pensiero. Ma non sarà che il de cuius progetto dell’Atenina locale naufragò miserabilmente? Archeologia per archeologia, una statua vale l’altra, ecco fatto, ti ritrovi due bronzi sulla spiaggia.

Che la Cultura affronti suo malgrado un periodo di crisi è cosa nota ma se non ci rendiamo seriamente conto che la Cultura come patrimonio vuol dire tutelare i beni in termini di identità, di tradizione, di merito non potremo fare altro che continuare ad accettare investimenti in ridicole quanto denigranti campagne: considerare il patrimonio storico-artistico “una risorsa è giusto e lecito fintanto che io rispetto la risorsa e non la sfrutto a fini strumentali e assolutamente lontani dalla natura e dalla storia stessa del bene in oggetto” (cit). Di norma il tema della cultura non trova molto spazio nelle agende degli impegni dei nostri politici, se ne ricordano solo e male quando devono affrontare una campagna elettorale: ecco che arriva il bene risolvi tutto e via giù con i paragoni (petrolio, ossigeno solo per citarne alcuni). Con la Cultura si lavora, si mangia si nutre l’anima ma a patto che la si rispetti, la si coltivi e ci si occupi di essa seriamente: operazioni di marketing come questa non sono altro che il frutto marcio di una degenerazione intellettuale molto più ampia e profonda.

Dobbiamo renderci conto che il nostro Patrimonio non è una risorsa astratta, immobile, a disposizione tutte le volte che ne abbiamo bisogno per fare cassa. Il patrimonio può solo generare ricchezza se genera senso civico, etico e morale nelle persone; se genera comportamenti responsabili e nel momento in cui crea educazione ed esperienza: ma l’esperienza del patrimonio va vissuta contestualmente allo stesso non producendo surrogati estivi fuori da ogni logica e ambiente. I bronzi così come il David di Michelangelo non sono stock di merce da s-vendere tutte le volte che se ne presenta l’occasione: è dignitoso trasformare i Bronzi in benzinai? E’ dignitoso far impugnare al David un mitra? E’ dignitoso scimmiottare le sculture e farli sembrare due incapaci di fronte ad un monitor? Ecco cosa sappiamo fare noi della nostra cultura, ecco cosa insegnano ai nostri figli, ecco il futuro che stiamo preparando alle venture generazioni

E voi siete contenti? Io no, per niente