Far rivivere il passato (e bene) si può. L’esperienza di Massimo Brando

20140723_205657 20140723_205638 20140723_205549 20140723_205110 20140723_205024 20140723_202850

 

di Cristiana Barandoni

Massimo Brando è un archeologo professionista la cui carriera è cominciata più di una ventina di anni fa. Attento, puntuale e rigoroso Massimo ha intrapreso recentemente (in parallelo e complementare alla sua carriera professionale) la difficile strada della comunicazione archeologica. Da una intervista fatta qualche tempo fa per Antikita alla domanda: “Gli archeologi italiani sanno divulgare?” risponde: “Quasi mai. Sono viziati da un malinteso umanesimo “elitario” che fa credere che una cosa “divulgata” perda in suo spessore. Senza contare la diffusa e incomprensibile reticenza che c’è spesso nella condivisione dei dati”. 

Proprio per tentare di sopperire a questa mancanza, assieme all’archeologa Valentina Pica che è anche Guida Turistica autorizzata per la Provincia di Roma (e che tra l’altro è sua compagna di vita oltre che professionale), dà vita ad un progetto ambizioso ma che da subito diventa uno strumento indispensabile di conoscenza e di divulgazione della storia, dell’arte e dell’archeologia. Il progetto, dal nome evocativo, ARCHEOGUIDE,  ha lo scopo di far conoscere il patrimonio culturale italiano, nello specifico romano, attraverso una capillare e puntuale programmazione di visite guidate e attività educative strutturate su diversi livelli di conoscenza e approfondimento, rivolte a diversi pubblici, offrendo così una chiave di lettura dinamica ma scientifica sfruttando i mezzi di comunicazione adatti alla divulgazione.

Incuriosita, ho deciso di partecipare ad una di queste esperienze: IL “QUARTIERE” COPPEDÈ. ARCHITETTURA A ROMA FRA LIBERTY, FANTASTICO E “PASTICHE” ECLETTICO.

Il quartiere Coppedè realizzato tra il 1913 e il 1926 dall’architetto Gino Coppedè, da cui prende il nome, è un originalissimo mix di arte Liberty, Art Decò e influenze eclettiche di arte greca, gotica, barocca e medievale. La visita è iniziata proprio dal corpo di fabbrica principale all’inizio di via Doria (che per l’architetto Coppedè doveva invece chiamarsi via Traversa) e si è sviluppata attorno al complesso di edifici di rara bellezza e raffinatezza. Abbiamo assaporato dalle parole di Massimo Brando un percorso quasi fantastico che ci ha fatto tornare indietro nel tempo fino ad immergerci nei primi anni del ‘900 quando, la guerra ancora lontana, il liberty faceva credere in un mondo migliore. Decorazioni floreali, bucrani, sculture che sembrano distaccarsi dai muri per accogliere il visitatore, simbologie più o meno occulte ed esoteriche, centinaia di richiami all’archeologia e all’arte del passato, tutto questo li davanti a noi in attesa solo di essere letto e interpretato. Un insieme incredibile di linguaggi architettonici che ammaliano, assorbono lo spettatore trasportandolo in un surreale mondo parallelo, fino ad immergerlo in un’atmosfera quasi teatrale: la Fontana delle Rane, il Villino delle Fate, la Palazzina del Ragno…

Massimo ha dato le chiavi di lettura e  ha condotto i partecipanti in un percorso suggestivo e, personalmente, inaspettato. La sua non è stata una visita guidata, è stata un’esperienza che ha lasciato il segno non solo a me (ben comprensibile: non abito a Roma e necessariamente ne sono ammaliata e affascinata) ma soprattutto alle persone che erano presenti e che vi abitano. Ecco. Questo mi ha fatto molto riflettere e mi ha spinta a scrivere: quanta “bellezza” abbiamo attorno a noi che non conosciamo? Quanti monumenti aspettano solo di essere ascoltati e letti…. Quanti “beni” necessiterebbero di altrettanti Massimo Brando che se ne prendessero cura…

 

Mi auguro che il progetto Archeoguide non tema né le difficoltà di una città complessa come Roma né la burocrazia tipica italiana che preferisce musei chiusi e polverosi ad iniziative di notevole interesse culturale come questa, nate dall’amore e dalla volontà di chi crede seriamente nella valorizzazione del nostro patrimonio.

http://archeoguide.wordpress.com/

3 pensieri su “Far rivivere il passato (e bene) si può. L’esperienza di Massimo Brando

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...