Sbatti il Bronzo sulla spiaggia

di Cristiana Barandoni

 

D’estate si sa…si ravvivano gli animi, è tempo della tintarella e del physique du role e delle iniziative per attirare turisti in località che hanno perso col tempo il lustro del loro vanaglorioso passato.

Ecco che per rendere più frizzante la movida versiliese un sindaco locale decida (dopo mesi e mesi di riflessioni) di allestire un “museo all’aperto” trasportando da una parte all’altra della nostra penisola uno dei simboli più conosciuti e ahimè più sfruttati della nostra cultura e del nostro patrimonio: i Bronzi di Riace. Si avete capito bene, da Reggio Calabria in  villeggiatura a Lido di Camaiore per, a dire dell’intraprendente e prolifico di idee e suggestioni sindaco, trasformare la ridente cittadina in un “museo a cielo aperto”. Le sculture, riprodotte a grandezza naturale e posizionate all’ingresso del pontile di Lido,  faranno le veci di due camerieri/maggiordomi/uscieri e daranno il benvenuto a cittadini e turisti che “sfileranno” a migliaia per andarli a vedere e via con le foto…del resto: “ragazze mie, vi sfido a trovare un compagno di selfie più in forma di loro”

Mi chiedo dunque cui prodest  e cerco affannata in rete anche un piccolo segno di chiarimento, una  dichiarazione ed eccolo agghiacciante mi appare di fronte agli occhi un titolo: Piccola Atene Pietrasantina. Oddio e cos’è? Non ci credo e leggo d’un fiato:

“Pietrasanta, con la sua frazione rivierasca, Marina di Pietrasanta, si presenta agli occhi del visitatore come uno scrigno pieno di tesori di qualunque foggia. Potrai apprezzarne la storia, la cultura e le tradizioni, potrai visitare il centro cittadino, l’entroterra oppure la sua Marina costituita da Fiumetto, Tonfano, Focette e Motrone. Potrai visitare i suoi numerosi monumenti oppure scoprire presso i numerosi laboratori artistici come tali opere vengono realizzate. Da non sottovalutare le ampie spiagge con i suoi stabilimenti balneari riccamente attrezzati, l’ampia offerta recettiva in strutture alberghiere all’avanguardia, la cucina tradizionale a base di pesce o di carne offerta nei numerosi ristoranti o trattorie ed i numerosi locali da ballo che hanno fatto grande la Versilia negli “Anni Ruggenti“. Da non dimenticare (…..) i musei presenti sul territorio”.

Ancora però di Atene non c’è traccia…torno al progetto dei Bronzi e leggo: “È un modo per pubblicizzare l’attività degli scultori, in particolare i giovani emergenti, accompagnando la valorizzazione dei centri storici e dei centri commerciali naturali esistenti nel nostro Comune”.

Scultori, giovani, centri commerciali naturali…tuttora il nesso non mi è chiaro. Poi mi sorge così un pensiero. Ma non sarà che il de cuius progetto dell’Atenina locale naufragò miserabilmente? Archeologia per archeologia, una statua vale l’altra, ecco fatto, ti ritrovi due bronzi sulla spiaggia.

Che la Cultura affronti suo malgrado un periodo di crisi è cosa nota ma se non ci rendiamo seriamente conto che la Cultura come patrimonio vuol dire tutelare i beni in termini di identità, di tradizione, di merito non potremo fare altro che continuare ad accettare investimenti in ridicole quanto denigranti campagne: considerare il patrimonio storico-artistico “una risorsa è giusto e lecito fintanto che io rispetto la risorsa e non la sfrutto a fini strumentali e assolutamente lontani dalla natura e dalla storia stessa del bene in oggetto” (cit). Di norma il tema della cultura non trova molto spazio nelle agende degli impegni dei nostri politici, se ne ricordano solo e male quando devono affrontare una campagna elettorale: ecco che arriva il bene risolvi tutto e via giù con i paragoni (petrolio, ossigeno solo per citarne alcuni). Con la Cultura si lavora, si mangia si nutre l’anima ma a patto che la si rispetti, la si coltivi e ci si occupi di essa seriamente: operazioni di marketing come questa non sono altro che il frutto marcio di una degenerazione intellettuale molto più ampia e profonda.

Dobbiamo renderci conto che il nostro Patrimonio non è una risorsa astratta, immobile, a disposizione tutte le volte che ne abbiamo bisogno per fare cassa. Il patrimonio può solo generare ricchezza se genera senso civico, etico e morale nelle persone; se genera comportamenti responsabili e nel momento in cui crea educazione ed esperienza: ma l’esperienza del patrimonio va vissuta contestualmente allo stesso non producendo surrogati estivi fuori da ogni logica e ambiente. I bronzi così come il David di Michelangelo non sono stock di merce da s-vendere tutte le volte che se ne presenta l’occasione: è dignitoso trasformare i Bronzi in benzinai? E’ dignitoso far impugnare al David un mitra? E’ dignitoso scimmiottare le sculture e farli sembrare due incapaci di fronte ad un monitor? Ecco cosa sappiamo fare noi della nostra cultura, ecco cosa insegnano ai nostri figli, ecco il futuro che stiamo preparando alle venture generazioni

E voi siete contenti? Io no, per niente

 

 

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