A proposito di comunicazione. Le città della morte

di Cristiana Barandoni

 

Non dovrei affatto sorprendermi eppure tutte le volte che visito un sito archeologico, con gli occhi dell’esperto ma con l’entusiasmo del neofita, è sempre la stessa maledetta storia. Dopo i primi passi mi assale una rabbia mista a tristezza che nemmeno la mia innata fame di cultura e conoscenza può lenire. Non importa dove sono, non importa se al Nord o al Sud,non importa, no non importa perché non cambia nulla, non c’è differenza che tenga. Rare sono le eccezioni, rarissimi i casi in cui si riesca a capire dove siamo ma soprattutto che cosa stiamo visitando. Paestum, qualche giorno fa: un papà volenteroso, di fronte alla noia mortale nella quale si trovavano i presto annoiati bambini al seguito, improvvisa un siparietto niente male: “lo sai che qui si cucinava mmmmmm buoooono….e che invece qua si dormiva? Anche a quel tempo le mamme raccontavano le storie ai loro bambini…bambini fortunati sai, perché questa era una domus molto grande”.

Ecco, alla fine rifletto, in effetti basta così poco….Ma perché questo “racconto” deve essere lasciato all’inventiva del passante/visitatore casuale? Perché non ci deve essere un sistema di comunicazione minimo e decente?Perché tutto deve essere chiuso (Ercolano) per infiniti lavori?

DSCN0476 C VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100Perché, mi chiedo, non riusciamo proprio a fare nulla affinché la visita ai siti archeologici si trasformi in un momento di crescita, prima di tutto morale, consapevole che quello che abbiamo di fronte ai nostri occhi è la nostra storia e non quella di qualcun altro?Perché non ci entra proprio nella testa che se non comunichiamo l’archeologia, essa stessa rimarrà sempre e per la maggior parte delle persone, muta?

 

Credo che sia assolutamente necessario (oltre che etico) e nostro dovere morale fare in modo che i siti archeologici divengano posti vivi e vitali, dove si respira e si fa cultura, dove è possibile interfacciarsi con l’antico in maniera dialogica e produttiva. In caso contrario resteranno sempre e solamente involucri svuotati di ogni valore, vere e proprie città della morte

 

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