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Il Cimitero di Marcognano a Carrara

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I territori parlano anche attraverso le persone che li hanno vissuti e conosciuti prima di noi.

Non sempre è fattibile e percorribile la via che porta alla conoscenza di un luogo partendo dell’antropologia e dell’archeologia funeraria; questo purtroppo è un limite molto importante che abbiamo perché le necropoli avrebbero tanto da dire. Oggi vi parlo di un cimitero, quello di Marcognano a Carrara, nato nel 1880 ed inaugurato nel 1896, per il decentramento del cimitero Napoleonico situato in Piazza Farini.

La monumentalità del luogo e delle tombe in esso contenute ha da sempre fatto fare paragoni con il ben più noto cimitero Staglieno di Genova, secondo a pochi, in quanto prestigio e bellezza.

Marcognano (sebbene ancora in uso) dovrebbe essere considerato  un vero e proprio museo all’aperto, in considerazione della notevole presenza di monumenti di marmo di pregevole fattura 

Per chi volesse approfondire una breve nota bibliografica

http://portale.provincia.ms.it/allegato.asp?ID=267749

 

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INVESTIGACIÓN Y PROYECTOS DEL MUSEO DE AMÉRICA DE MADRID

 

La investigación es una de las tareas básicas del Museos y es el fundamento de su actividad, pues no se puede proteger, conservar ni difundir de manera adecuada el Patrimonio sin conocerlo previamente. El departamento técnico de investigación (arqueología, etnología y colonial) del Museo de América atiende a diferentes áreas y temáticas, desde la historiografía de las colecciones a las nuevas tecnologías, pasando por proyectos relacionados con el patrimonio inmaterial, la arqueometalurgia, la historia del arte, la museología y otras temáticas afines a las colecciones. Su actividad investigadora es muy diversa, registrando todo tipo de labores:

Elaborar los instrumentos de descripción y catalogación para el análisis científico de los fondos que tienen asignados (trabajando en estrecha colaboración con el departamento de documentación)

Realizar investigaciones en el área de su competencia y emitir los informes científicos que le sean solicitados, incluyendo la recogida y registro de datos referentes al contexto de los objetos, por medio de trabajos de campo y, en su caso, acopio de esos mismos objetos en orden a su preservación y defensa.
Publicar y difundir los resultados de las investigaciones del museo, y supervisar el contenido científico de cualquier otra publicación del centro.
Programar y proyectar la exposición permanente en su aspecto científico, así como colaborar en la organización de exposiciones temporales en el ámbito de su especialidad.

Estudiar las necesidades científicas de incremento de los fondos.
Colaborar en programas de investigación de instituciones y prestar servicio de asesoramiento e información a los investigadores en lo referente a los fondos del museo.

En el enlace inferior podréis ver una relación de los proyectos que se encuentran en marcha, a los que se irán sumando aquellos otros de nueva creación que vayan surgiendo. Buena parte de estos proyectos pueden realizarse gracias al apoyo en la gestión de la Asociación de Amigos del Museo de América, a la par que colaboramos con empresas, entidades y universidades, y contamos con alumnos en prácticas de diferentes especialidades y universidades ¿Te apuntas?

Quiero agradecer a mi querida amiga Mercedes Gonzales, Directora del Instituto de Estudios Cientificos en Momias (IECIM) para la presentación de informes y para escribir este artículo

http://www.mecd.gob.es/museodeamerica/investigacion-y-proyectos2.htmlradiografia MAM 70388 momia

 

 

 

 

Mummie. I Segreti delle Tombe

Dal 23 ottobre sarà possibile visitare alla Fondazione Roma – Palazzo Cipolla la mostra “Mummie. I Segreti delle Tombe”.

Le mummie, gentilmente concesse dal British Museum, saranno per la prima volta in Italia. Adesso vedremo, dati alla mano, se in merito ai prestiti e alle mostre fotocopia (richiamo all’attenzione quella su Pompei fatta sempre dal British di Londra che tante tante polemiche suscitò l’anno scorso…) gli italiani hanno o meno qualcosa da imparare dall’estero oppure no.

 

Age at death Young adult (20-35 years) Estimated stature 160cm (5 feet 3 inches) Pathological conditions None detected Place of discovery Gebelein, Egypt Date Middle Predynastic Period, about 3500 BC

Age at death
Young adult (20-35 years)
Estimated stature
160cm (5 feet 3 inches)
Pathological conditions
None detected
Place of discovery
Gebelein, Egypt
Date
Middle Predynastic Period, about 3500 BC

from The British Museum

Dalla spiaggia alla passerella hot. Per loro non c’è tregua

di Cristiana Barandoni

Non hanno pace. No, proprio no. Questo è in ordine di tempo solo l’ultimo oltraggio al quale è stato sottoposto il gruppo scultoreo più famoso e discusso d’Italia. Si, ancora loro. I Bronzi di Riace.

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Tutto cominciò con Paolina vestita di rosso (eh..si perché allo strazio non c’è mai fine): il fotografo Gerald Bruneau, allievo di Andy Warhol, qualche tempo fa immortalò Paolina Borghese agghindata a festacon metri e metri di tulle rosso. Sul perché del gesto le ragioni restano oscure (quelle vere intendo, non le motivazioni artisticheggianti proposte dallo stesso). Visto l’enorme successo dell’iniziativa, l’allievo, pervaso da inarrestabile tormento creativo e bramosia di avvicinarsi al suo mentore, decide di osare di più e con l’inganno (nessuno deve essere condannato prima del tribunale di canale 5) circuisce l’ignara soprintendente regionale che ammaliata da cotanta bellezza mostratale (la Povera Paoletta) accetta di far posare il contraltare maschile ed offre in pasto all’arte contemporanea (???) le sculture in suo possesso: eh si cari perché di questo si tratta…possesso!. Ciò che segue ha dell’inceredibile (e del vergognoso) e, se non fosse che siamo in Italia, ci sarebbe da non credere ai nostri occhi: i Bronzi si trasformano in prostitute da passeggio e vengono dati in pasto ai cani.

Le foto in men che non si dica escono allo scoperto (strano..il fotografo aveva giurato sulla povera anima di Andy che non lo avrebbe mai fatto!) e fanno il giro del web scandalizzando tutti, nessuno escluso; la soprintendente si trova così in una situazione che ha dell’inverosimile e corre ai ripari con motivazioni che si commentano da sole.

Una breve carrellata:

1) “Mi mostrò la foto di Paolina Borghese avvolta in un drappo rosso e la trovai bellissima”. E quindi? Cos’è? Proprietà privata il nostro patrimonio adesso? Se ne deve disporre de gustibus?

2) Datosi cotanta meraviglia, continua…”Mi propose di fare uno scatto ad una statua (non una qualunque intendiamoci!) con alle spalle un tulle bianco. Avendo visto la foto di Paolina e conoscendolo come un ottimo fotografo, gli dissi di sì”. Come? Come?Come? E lei vedendo questa foto ha accettato? Tulle alle spalle?? Conoscendolo come ottimo fotografo? Perché dice di essere stato allievo di Warhol?

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3)“La vicenda risale ai primi dello scorso mese di febbraio, quando la Regione ha organizzato una kermesse di fotografi internazionali per promuovere i Bronzi all’estero”: ah ecco! E questo farebbe parte del programma di valorizzazione del Nostro Patrimonio all’estero? Che cosa DEVONO pensare di noi adesso, che ne so, in Germania o i n Francia, mete statistiche sempre consultate per rivalerci di quanto siamo bravi (o incapaci)….Magari che ce lo meritiamo?

4) La prova provata: “Infatti mi fece vedere uno scatto con la statua A con dietro il tulle bianco ed era molto bella”. Non aggiungo altro, guardate con i vostri occhi

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5) “Quando i custodi se ne sono accorti sono intervenuti e lo hanno bloccato, ma evidentemente era già riuscito a fare alcuni scatti”. Nella foto la prova dell’affanno dei custodi sordi ciechi e muti che però intervengono in massa per evitare la catastrofe. Prima però fanno una telefonata a mammà per non perdere l’abitudine….

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6)“Tra l’altro è curioso che vengano fuori proprio nei giorni in cui c’è la solita polemica sull’eventuale trasferimento dei Bronzi in altri musei (e/o all’Expo). Sembra quasi una cosa orchestrata”. Quando non si sa cosa dire, si fanno profezie di complotti mondiali con regie (e non orchestre) occulte

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7)“Spostare i Bronzi di Riace li espone a rischi di danneggiamenti e di perdita. E’ un dato di fatto”. Nessun problema su questo. Prima il fotografo si è premunito di fare il collaudo sulla statica della scultura

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8) Siccome dobbiamo far capire che abbiamo tutto sotto controllo e che questa è stata solo una svista…il comunicato si conclude così: “Se non ci saranno intoppi, ai primi di settembre inizieranno i lavori per il completamento del Museo archeologico di Reggio, che dovrebbero concludersi in sei mesi”. OH! Finalmente una buona notizia: dopo 30 anni e più di lavori e il nuovo super fanta allestimento, i Bronzi avranno quello che si meritano e saranno coloro che porteranno in alto il senso del rispetto per il nostro patrimonio, palesando a tutto il mondo le cure e le attenzioni che solo noi sappiamo riservargli. Questa la foto ufficiale della loro valorizzazione.

BRONZI RIACE: GERALD BRUNEAU LI FOTOGRAFA IN TANGA E VELO

E tutto questo grazie a lui, all’allievo di Andy, il nostro Gerry THE MAGIC  Bruneau

 

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Amen

Far rivivere il passato (e bene) si può. L’esperienza di Massimo Brando

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di Cristiana Barandoni

Massimo Brando è un archeologo professionista la cui carriera è cominciata più di una ventina di anni fa. Attento, puntuale e rigoroso Massimo ha intrapreso recentemente (in parallelo e complementare alla sua carriera professionale) la difficile strada della comunicazione archeologica. Da una intervista fatta qualche tempo fa per Antikita alla domanda: “Gli archeologi italiani sanno divulgare?” risponde: “Quasi mai. Sono viziati da un malinteso umanesimo “elitario” che fa credere che una cosa “divulgata” perda in suo spessore. Senza contare la diffusa e incomprensibile reticenza che c’è spesso nella condivisione dei dati”. 

Proprio per tentare di sopperire a questa mancanza, assieme all’archeologa Valentina Pica che è anche Guida Turistica autorizzata per la Provincia di Roma (e che tra l’altro è sua compagna di vita oltre che professionale), dà vita ad un progetto ambizioso ma che da subito diventa uno strumento indispensabile di conoscenza e di divulgazione della storia, dell’arte e dell’archeologia. Il progetto, dal nome evocativo, ARCHEOGUIDE,  ha lo scopo di far conoscere il patrimonio culturale italiano, nello specifico romano, attraverso una capillare e puntuale programmazione di visite guidate e attività educative strutturate su diversi livelli di conoscenza e approfondimento, rivolte a diversi pubblici, offrendo così una chiave di lettura dinamica ma scientifica sfruttando i mezzi di comunicazione adatti alla divulgazione.

Incuriosita, ho deciso di partecipare ad una di queste esperienze: IL “QUARTIERE” COPPEDÈ. ARCHITETTURA A ROMA FRA LIBERTY, FANTASTICO E “PASTICHE” ECLETTICO.

Il quartiere Coppedè realizzato tra il 1913 e il 1926 dall’architetto Gino Coppedè, da cui prende il nome, è un originalissimo mix di arte Liberty, Art Decò e influenze eclettiche di arte greca, gotica, barocca e medievale. La visita è iniziata proprio dal corpo di fabbrica principale all’inizio di via Doria (che per l’architetto Coppedè doveva invece chiamarsi via Traversa) e si è sviluppata attorno al complesso di edifici di rara bellezza e raffinatezza. Abbiamo assaporato dalle parole di Massimo Brando un percorso quasi fantastico che ci ha fatto tornare indietro nel tempo fino ad immergerci nei primi anni del ‘900 quando, la guerra ancora lontana, il liberty faceva credere in un mondo migliore. Decorazioni floreali, bucrani, sculture che sembrano distaccarsi dai muri per accogliere il visitatore, simbologie più o meno occulte ed esoteriche, centinaia di richiami all’archeologia e all’arte del passato, tutto questo li davanti a noi in attesa solo di essere letto e interpretato. Un insieme incredibile di linguaggi architettonici che ammaliano, assorbono lo spettatore trasportandolo in un surreale mondo parallelo, fino ad immergerlo in un’atmosfera quasi teatrale: la Fontana delle Rane, il Villino delle Fate, la Palazzina del Ragno…

Massimo ha dato le chiavi di lettura e  ha condotto i partecipanti in un percorso suggestivo e, personalmente, inaspettato. La sua non è stata una visita guidata, è stata un’esperienza che ha lasciato il segno non solo a me (ben comprensibile: non abito a Roma e necessariamente ne sono ammaliata e affascinata) ma soprattutto alle persone che erano presenti e che vi abitano. Ecco. Questo mi ha fatto molto riflettere e mi ha spinta a scrivere: quanta “bellezza” abbiamo attorno a noi che non conosciamo? Quanti monumenti aspettano solo di essere ascoltati e letti…. Quanti “beni” necessiterebbero di altrettanti Massimo Brando che se ne prendessero cura…

 

Mi auguro che il progetto Archeoguide non tema né le difficoltà di una città complessa come Roma né la burocrazia tipica italiana che preferisce musei chiusi e polverosi ad iniziative di notevole interesse culturale come questa, nate dall’amore e dalla volontà di chi crede seriamente nella valorizzazione del nostro patrimonio.

http://archeoguide.wordpress.com/